Studio Legale Capasso 

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Invalidità civile, accompagnamento e ricorsi INPS: domande frequenti

 

Il riconoscimento dell’invalidità civile e delle prestazioni assistenziali può sollevare molti dubbi, soprattutto quando il verbale della Commissione INPS non riconosce la percentuale di invalidità richiesta o nega l’indennità di accompagnamento.

In questa pagina sono raccolte alcune delle domande più frequenti relative ai ricorsi contro i verbali INPS, all’invalidità civile e all’indennità di accompagnamento.

 

Quanto tempo ho per fare ricorso contro il verbale INPS?

Per contestare l’accertamento sanitario in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, l’accertamento tecnico preventivo previsto dall’art. 445-bis c.p.c. deve essere proposto entro sei mesi dalla comunicazione del verbale.

È quindi opportuno far esaminare il verbale e la documentazione sanitaria senza attendere la scadenza del termine.

 

Come si fa ricorso contro un verbale di invalidità civile?

Quando la contestazione riguarda il requisito sanitario, il procedimento inizia con un ricorso per accertamento tecnico preventivo obbligatorio ai sensi dell’art. 445-bis c.p.c.

Il ricorso viene presentato al Tribunale competente. Il giudice nomina un consulente tecnico d'ufficio (CTU), normalmente un medico legale, che esamina la documentazione sanitaria ed effettua una visita del ricorrente.

La valutazione medico-legale costituisce il momento centrale del procedimento.

 

Posso fare ricorso se l'INPS mi riconosce una percentuale di invalidità troppo bassa?

Sì. Il ricorso non riguarda soltanto i casi nei quali l'invalidità viene completamente negata.

È possibile contestare anche una percentuale ritenuta non adeguata rispetto alle patologie e alle limitazioni funzionali documentate.

La convenienza del ricorso deve però essere valutata caso per caso, confrontando il verbale INPS con la documentazione clinica e con i criteri medico-legali applicabili.

 

Quando spetta l'indennità di accompagnamento?

L'indennità di accompagnamento può essere riconosciuta all'invalido civile totalmente inabile quando, a causa delle proprie condizioni, si trovi nell'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore oppure non sia in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita e necessiti di assistenza continua.

Il riconoscimento dell'invalidità civile al 100% non comporta quindi automaticamente il diritto all'accompagnamento.

 

L'indennità di accompagnamento dipende dal reddito?

No. L'indennità di accompagnamento non è subordinata a limiti di reddito personale o familiare.

Questo la distingue da altre prestazioni economiche collegate all'invalidità civile, per le quali sono previsti specifici requisiti economici.

 

L'indennità di accompagnamento può essere negata anche con invalidità al 100%?

Sì. Invalidità civile totale e indennità di accompagnamento presuppongono accertamenti differenti.

Per l'accompagnamento occorre, oltre all'invalidità totale, che ricorra una delle condizioni di non autosufficienza previste dalla legge.

Per questo è possibile avere un verbale che riconosce il 100% di invalidità civile ma nega l'indennità di accompagnamento.

 

Cosa posso fare se l'INPS mi ha negato l'accompagnamento?

È opportuno innanzitutto esaminare il verbale INPS e confrontarlo con la documentazione sanitaria disponibile.

Se emergono elementi idonei a contestare la valutazione della Commissione, può essere presentato ricorso mediante accertamento tecnico preventivo ex art. 445-bis c.p.c.

Nel giudizio assume particolare importanza la documentazione che descrive non soltanto le diagnosi, ma soprattutto le concrete limitazioni funzionali e il grado di autonomia della persona nella vita quotidiana.

 

Per fare ricorso è necessario un medico legale di parte?

La nomina di un consulente tecnico di parte non è sempre obbligatoria, ma può essere opportuna nei casi più complessi.

Il medico legale di parte può assistere alle operazioni peritali, esaminare la documentazione sanitaria e formulare osservazioni tecniche sulle conclusioni del CTU.

L'opportunità della nomina deve essere valutata in relazione alle caratteristiche del singolo caso.

 

Quali documenti servono per valutare un ricorso contro l'INPS?

Per una prima valutazione è utile disporre almeno di:

  • verbale INPS che si intende contestare;
  • certificazioni e relazioni specialistiche;
  • referti diagnostici pertinenti;
  • documentazione relativa a ricoveri e terapie;
  • eventuali precedenti verbali di invalidità o accompagnamento.

Per i ricorsi relativi all'indennità di accompagnamento assume particolare rilievo la documentazione che descrive le conseguenze funzionali delle patologie e l'effettivo livello di autonomia della persona.

 

Cosa succede durante la visita del CTU?

Il consulente tecnico nominato dal Tribunale esamina la documentazione sanitaria e sottopone il ricorrente a visita medico-legale.

L'accertamento non riguarda soltanto l'esistenza delle patologie, ma la loro rilevanza ai fini del beneficio richiesto.

Nei procedimenti per l'indennità di accompagnamento assume particolare importanza la verifica concreta dell'autonomia della persona e della necessità di assistenza.

 

Cosa succede se la consulenza tecnica è favorevole?

Terminata la consulenza, il giudice assegna alle parti un termine per dichiarare se intendono contestarne le conclusioni.

In assenza di contestazioni, il giudice procede all'omologazione dell'accertamento sanitario secondo quanto previsto dall'art. 445-bis c.p.c.

L'INPS provvede quindi alla verifica degli ulteriori requisiti eventualmente necessari per l'erogazione della prestazione.

 

Cosa succede se la CTU è negativa?

Le conclusioni del CTU possono essere contestate nei termini previsti dal procedimento.

La decisione di contestare una consulenza sfavorevole richiede però un'attenta valutazione delle motivazioni medico-legali e degli elementi clinici disponibili.

Non è opportuno proseguire automaticamente il contenzioso quando non esistano elementi tecnici concreti per contrastare le conclusioni del consulente.

 

Quanto dura un ricorso per invalidità civile o accompagnamento?

Non esiste una durata uguale per tutti i procedimenti. I tempi dipendono dal Tribunale competente, dalla disponibilità del consulente tecnico, dalla complessità dell'accertamento e dall'eventuale contestazione della CTU.

Per questo è preferibile evitare indicazioni temporali standard che potrebbero non corrispondere alla durata effettiva del singolo procedimento.

 

È possibile rivolgersi a un avvocato per una valutazione prima di decidere se fare ricorso?

Sì. Una valutazione preliminare del verbale e della documentazione sanitaria consente di verificare l'esistenza dei presupposti per contestare l'accertamento INPS prima di iniziare il procedimento giudiziale.

Lo Studio Legale Capasso assiste in materia di invalidità civile, indennità di accompagnamento e ricorsi contro i verbali INPS.

Per richiedere una valutazione del proprio caso è possibile contattare lo Studio e trasmettere il verbale INPS insieme alla principale documentazione sanitaria.